lunedì 23 marzo 2020

Facciamo un ragionamento.
Neanche per l'11 settembre il mondo si era fermato come adesso.
A quel tempo seppero usare bene la tragedia per specularci sopra, e ne stiamo pagando ancora le conseguenze.
Adesso cosa vorranno in cambio?

sabato 21 marzo 2020

Vi racconto una storia.
Ma la conoscete già.
Detto questo potrei fermarmi; perchè dovreste ascoltare una sotria che conoscete?
Ma fidatevi, sarà utile chel'ascoltiate.
Dicevo.
E' una storia che si svolge in cira 30 anni. Sembrano tanti? Vi sembrano niente?
Non si può dire che sia un tempo lungo una vita, e visto che quegli anni sono finiti poco tempo fa, dovremmo tutti averli ancora in mente. Per molti di noi sono stati il periodo centrale della vita, gli anni più fertitli e per altri sono stati l'infanzia, quel periodo dove quasi tutto quello che succede è ricordato poi con dolcezza. Ma per alcuni quegli anni sono un'idea astratta, un'era lontana di quando nonno era giovane e la cosa più moderna era il telefono a gettoni. Per questi ultimi la mia storia sembrerà strana.
Questa storia non ha un protagonista. Si svolge senza seguire la sorte di una determinata persona o di una famiglia.
Insomma flla breve, che storia è?
E' la storia di quando il futuro faceva meno paura, se non per niente.

venerdì 16 novembre 2007

Avete mai sentito la musica che introduce un programma radiofonico che si chiama "Ad alta voce"?
Non mi avrebbe mai fatto afetto e magari ora non ci penerei nemmeno, se a Zeynep non fosse piaciuta e non l'avese cantata qualche volta.
La trasmissione andaa e va in onda tardi la notte, alle 2.30 mi pare; non so nemmeno se ora la misica è la stessa, ma ne ho alcune puntate reegistrate ed ogni volta che la sento tutto ricomincia.
La voce di Zeynep dolce e leggera la canta.
L'avete mai setnita?
Se non l'avsse cantata lei non saprei nemmeno come fa pur avendola sentt cento volte.
Non ha parole, è solo una melodia.
Ma quando alla radio la suonavano, a volte Zeynep l'accompagnava.
Qui la descrizone si ferma perchè un suono non si scrive.

martedì 5 giugno 2007

"Cos'è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?".

-Bertolt Brecht-

domenica 3 giugno 2007

Come si comicia oggi?

Cominciamo in questo modo:
http://www.youtube.com/watch?v=r3fDXsPE0Sc
Quindi andaimo avanti.

Avevo al fiducia di una persona che solo ora capisco cosa voglia dire.

Bimbi mi aveva pensato coem una sua specie di successore.
Non lo spaevo.
Zeynep si e non mel'ha detto!

La sua idea era di fare anche lui il biennio di pittura e lasciare me come responsabile della cattedra di pittura.
Non so come e se sarebbe stato possibile in senso burocratico, ma di solito le sue idee in questi argomenti si formano quando ci sono delle possibilità.

La mia malattia me lo ha impedito.

L'immagine di mio padre che apre la porta dell'aula di pittura ha reso invivibile per me quel posto.
La sua borsa sulla cattedra e su un tavolo e poi sullo schedario hanno reso per me quel opèsto come terra bruciata.

Quindi dopo un mese che Bimbi mi aveva lasciato responsabile della sua aula per un paio di giorni la settimana.

Si è incazzato prima apertamente poi mi ha lasciato da parte e non si è fatto più sentire.
Sono statop io che mi sono fatto rivedere per chiedergli scusa dopo essere sparito per due mesi senza giustificazioni e lasicandolo in circostanze fastidiosi da gestire e lui non ha perso tempo a dirmi di aver capito che di me non ci si può fidare; che accettava le mie scuse prima ancora di sentirle e che anzi non voleva nemmeno sapere quali fossero, tanto ci avrebbe creduto, ma restava il fatto che ora sapeva bene che di me nonci si può fidare.

Ora ho 30 anni. Non ho lavoro. Non so fare niente. Non ho amici o persone con cui potrei confidarmi o che potrebbero darmi una mano e l'unica che si era dimostrata di potermi aiutare seriamente ora mi ritiene un fastidio, qualcuno da evitare, qualcuno che non è assolutamente affidabile.
Gli aiuti ed il rapporto di onesta ed umana amicizia che era nato tra noi era quindi pronto per chiudersi e per essere indirizzato su altre persone. Persone da me conosciute e che no ho mai ammirato; fatto questo che mi rende ancora più cocente la delusione dovuta alle mie incapacità.

Ma quali sono le mie difficoltà? Sono l'incapacità di potersi mostrare uomo al proprio padreche continuamente mi opprime. La possibilità di distacco e di evoluzione da lui mi è stata proprio da lui bruciata.

Potevo avviarmi verso una vita mogliore, un lavoro in accademia vicino alla persona che in arte più mi ha cresiuto e che più rispetto. Tutto lo spazio che in accademia avrei voluto per poter lavorare, ed il rapporto stesso che con Bimbi avrei potuto in quel modo instaurare mi avrebbe aiutato ancora dipiù nella pittura. Un distacco dall'oppressione da mio padre e probabilmente dalla stessa malattia.
Quello che infatti aggrava la mia malattia è proprio il fatto di non essere niente. Non avere un lavoro alla mia età e non avere nemmeno prospettive per un futuro, mentre mio padre mi mantiene e quindi aumenta il suo potere su di me; il potere che ha nel bloccare i miei desideri,, le mia aspettative, il mio poter operare in quello che ritengo migliore nella vita.

Tutto questo poteva essere diminuito (non voglio dire annullato perchè sarebbe forse un'esagerazione) nel continuare quel lavoro in accademia che dopo la tesi era cominciato.

Ma cosa ha annullato tutte quelle opportunita?

Mio padre! E questo fa ancora più male e fa sentire ancora più frustrati!
Ancora una volta è entrato nei miei affari e li ha bloccati con la sua invadenza, stavolta anche fisica visto che è stato proprio il suo ingresso in accademi ache mi ha resop impossibile il poter continuare a frequentare quelle aule. Ed ecco che un piccolo gesto per lu inutile come prendere un amaniglia e girarla, diventa per me una distruzione. E stavolta non una cosa da poco ma qualcosa che continuamente torna a farsi vedere come un fallimento.

Quidni ecco ancora quel padre che dall'alto mi giudica e mi umilia, efd insieme ecco il dolorre di un'opportunità persa di poter cambiare le cose, proprio per colpa dell'intervento del padre che mi ha reso impossibile prendere quella opportunità; ed il fatto che una situazione tanto piccola ed isignificante per lui come entrare in una stanza, possa essere capace di cambiare, ribaltare e rovinare anni della mia vita, rendendola dolorosa, umiliante e poco sopportabile rende ancora più cocente il dolore e fa entrere in un ottica che mi fa sentire ancora più umiliato e rende la risalita ancora più difficile.

giovedì 17 maggio 2007

Non mi sarei aspettato una coincidenza del genere, ma proprio poco lo scorso post ho trovato questo video che non solo conferma ma amplia e fa chiarezza di quanto sia marcia la chiesa.

http://video.google.com/videoplay?docid=3237027119714361315

Niente altro per oggi, viconsiglio semplicemente di guardare il video.

Ringrazio la BBC ed i traduttori che lo hanno reso disponibile in internet.

giovedì 12 aprile 2007

Galileo Galilei e Brecht.

La mia risposta alla chiesa cattolica; da notare le minuscole.

LUDOVICO Vedo che avete proprio compiuto tutti i preparativi.
Signor Galileo, la mamma ed io trascorriamo nove mesi su dodici nelle nostre terre nel'Agro e possiamo assicuravi che i nostri contadini non si mettono in allarme per i vostri trattati sulle lune di Giove. Il lavoro nei campi è troppo duro. Ma, se venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le sante dottrine della Chiesa, potrebbero esserne turbati. Quegli infelici, non dovete scordarvelo, nella loro condizione di bruti, fanno un'accozaglia di tutto. Sono come le bestie, nè più nè meno; roba da non credere. Bast iche circoli la voce che una pera è cresciuta su un melo,e loro lasciano a mezzo il lavoro dei campi e si mettono a ciarlare.

GALILEO(con interesse) Dici davvero?

LUDOVICO Bestie. Se vengono alla fattoria a lagnarsi per qualche inezia, la mamma è costretta a far frustare un cane in presenza loro; solo così si tengono a mente che esiste una disciplina, un ordine e un modo di comportarsi. Forse voi, signor Galilei, qualce volta, dal finestrino della carrozza, avete visto il grano biondeggiare nei campi; avete mangiaro soprappensiero le nostre olive e il nostro cacio; ma della fatica, della vigilanza continua che tutto questo esige, non ve ne fate nemmeno un'idea!

GALILEO Giovanotto, io non mangio mai ilcacio soprapensiero.
(Villano) Mi fai perdere tempo. (Grida verso l'esterno) Siamo pronti con lo schermo?

ANDREA Si. Venite?

GALILEO Ma voi Marsili non vi limitate a frustare i cani solo per tenerli sotto governo: o mi sbaglio?

LUDOVICO Signor Galilei, avete un cervello meraviglioso. Peccato.

MONACELLO (stupito) Vi minaccia.

GALILEO Si. Potrei istigare i suoi contadini a pensare in un modo nuovo. E anche i suoi servi, e i suoi fattori.

FEDERZONI Ma come? Neanche loro sanno di latino.

GALILEO Potrei scrivere in volgare, per i molti, anzi chè in latino per i pochi. Per le nuove idee, quella che ci serve è la gente che lavora con le mani. A chi altri interessa conoscere l'origine delle cose? Quelli che vedono il pane solo quand'è sulla tavola , non volgiono sapere com'è stato cotto. Quelle canaglie prefariscno ringraziar Dio piuttosto che il fornaio! Ma quelli che, il pane, lo fanno, quelli sapranno capire che non si muove niente che non venga messo in movimento. Tua sorella, Fulgenzio, mentre gira il torchio delle olive, non resterà li a bocca aperta, e anzi facilmente si metterà a ridere, quando saprà che il sole non è un aureo scudo nobliare, ma una leva: la terra si muove perchè è il sole a farla muovere!

LUDOVICO Rimarrete in eterno schiavo delle vostre passioni. Fate le mie scuse a Virginia. Credo sia meglio che non la veda adesso.

GALILEO La dote rimane a vostra disposizione in ogni momento.

LUDOVICO Buongiorno. (Se ne va).

ANDREA I nostri omaggi a tutti i Marsili!

FEDERZONI Che ordinano alla terra di stare ferma, sennò i loro castelli potrebbero andare a gambe all'aria!

ANDREA E ai Cezi, e ai Villani!

FDERZONI Ai Cervilli!

ANDREA Ai Lecchi!

FEDERZONI Ai Pirelloni!

ANDREA Che baciano i piedi al Papa a patto che se ne serva per schiacciare il popolo!

MONACELLO (anche lui intento agli strmenti) Il nuovo Papa sarà un uomo illuminato.

GALILEO Avanti, incominciamo a osservare queste macchie solari che ci interessano: a nostro rischio e pericolo, senza troppo contare sulla protezione del nuovo Papa.

ANDREA (interrompedolo) Ma con la ferma speranza di disipare le ombre stellari di Fabricius e i vapori solari di Parigi e di Praga, e di dare le prove della rotazione del sole.

GALILEO Con qualche speraza di dare le prove della rotazione del sole. Non m'importa dimostrare di aver avuro ragione, ma di sabilire se l'ho avuta. E dico: lasciate ogni speranza o voi che vi accingete a osservare! Forse sono vapori, forse sono macchie; ma prima di affermare che sono macchie, - la qual cosa ci tornerebbe a proposito - preferiamo dire che sono pesci fritti. Si, rimetteremo tutto, tutto, tutto in discussione. E non procederemo con gli stivai delle sette leghe,ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscriveremo più, a meno che non lo ritroviamo un'altra volta. Se qualche scoperta soddisferà le nosre previsoni, la considereremo con speciale diffidenza. E dunque, prepariamoci ora ad oservare il sole con l'inflessibie determinazione di dimostrare che la terra è immobile! E solo quando avremo fallito, quando, battuti senza speranza, saremo ridotti a leccarci le ferite, allora con la morte nell'anima cominceremo a domandarci se per caso non avevamo ragione, se davvero la terra che gira! (Ammiccando) Ma se tutte le altre ipotesi, all'infuori di questa, ci si dovessero squagliare fra le dita, allora nessuna pietà per coloro che,senza aver cercato, vorranno parlare. Togliete il panno dal cannocchiale e volgetelo verso il sole! (Regola lo specchio).

MONACELLO L'avevo capito che vi eravate rimesso al lavoro. L'ho capito quando non avete riconosciuto Marsili.

Si metono in silenzio a lavorare. Nel momento in cui l'imagine fiammante del sole appare sullo schermo, entra di corsa Virginia, vestita dell'abito nuziale.

VIRGINIA Babbo! L'hai mandato via! (Sviene).

Andrea e il monacello accorono a lei.

GALILEO Io devo sapere.

[...]


GALILEO (con le mani professionalmente congiunte sul ventre) Nel tempo che ho libero - e ne ho di tempo libero - mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi di come sarà giudicato da quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquisarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccupasi che il commercio della lana possa svolgersi liberamente. Quanto a questo mi pare che la pratica della scienza richieda particlare coraggio. Essa tratta il sapere che è un prodoto del dubbio; e col procaciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran pate della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terra e dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, una nebbia che occulta gli intrighi di costoro. La misera condizione dei più è antica come le rocce, e dall'alto dei pulpiti e delle cattedre si suole dipingerla imperitura proprio come le rocce. La nostra nuova arte del dubbio appassionò il grande pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Questi uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che il freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria quanto arificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l'eliminare loro stessi. Allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e corruzione, tali da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi ripudiar la massa e conservarci ugualmente uomini di scienza? I moti dei corpi cielesti sono divenuti più chiari; ma ai popoli restano pur sempre imperscrutabili i moti dei potenti. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà semre perduta dalla credulità. Con tutt'e due queste battaglie, Sarti, ha a che fare la scienza. Finchè l'umanità continueràa a brancolare nella sua madreperlacea nebbia millenaria, fatta di superstizioni e venerande sentenze, finchè sarà tropo ingnorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza abbia come unico scopo quello di alleviare la fatica dell'eistenza umana. Se gli uomini di scienza, intimiditi dai potenti egoisti, si limitano ad accumular sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, e le vostre nuove macchine non saranno fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quando con l'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra e voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale. -Nella mia vita di scienziato ho avuto un'opportunità senza pari: quella di veder dilagare l'astronomia nelle pubbliche piazze. In circostanze così straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandi rivolgimenti. Se io avessi resistito i naturalisi avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a quello che per i medici è il giuramento di Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza a esclusivo vantaggio dell'umanità. Così stando le cose, il massimo che si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare a qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Sarti, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la forza di una massima autorità. Ma ho messo la mia sapienza a disposizione dei potenti perchè la usassero, o non la usassero, o ne abusassero a seconda dei loro fini. (Virginia è entrata con un vassoio e restai mmobile ad ascoltare). Ho tradito la mia professione.Quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tolerata nei ranghi della scienza.
[...]

ANDREA Dunque non pensate più che sia cominciata una nuova era?

GALILEO Al contrario. - Abbiti riguardo, quando attraversi la Germania, con la verità sotto il mantello.

Bertolt Brecht "Vita di Galileo".

La chiesa ha ritirato la condanna a Galilei solo nel 1992. Anche in quella occasione ci furono personaggi come il cardinale Ratzinger, oggi papa, che ribadì di trovare giuste le condanne contro Galilei.