domenica 3 giugno 2007

Come si comicia oggi?

Cominciamo in questo modo:
http://www.youtube.com/watch?v=r3fDXsPE0Sc
Quindi andaimo avanti.

Avevo al fiducia di una persona che solo ora capisco cosa voglia dire.

Bimbi mi aveva pensato coem una sua specie di successore.
Non lo spaevo.
Zeynep si e non mel'ha detto!

La sua idea era di fare anche lui il biennio di pittura e lasciare me come responsabile della cattedra di pittura.
Non so come e se sarebbe stato possibile in senso burocratico, ma di solito le sue idee in questi argomenti si formano quando ci sono delle possibilità.

La mia malattia me lo ha impedito.

L'immagine di mio padre che apre la porta dell'aula di pittura ha reso invivibile per me quel posto.
La sua borsa sulla cattedra e su un tavolo e poi sullo schedario hanno reso per me quel opèsto come terra bruciata.

Quindi dopo un mese che Bimbi mi aveva lasciato responsabile della sua aula per un paio di giorni la settimana.

Si è incazzato prima apertamente poi mi ha lasciato da parte e non si è fatto più sentire.
Sono statop io che mi sono fatto rivedere per chiedergli scusa dopo essere sparito per due mesi senza giustificazioni e lasicandolo in circostanze fastidiosi da gestire e lui non ha perso tempo a dirmi di aver capito che di me non ci si può fidare; che accettava le mie scuse prima ancora di sentirle e che anzi non voleva nemmeno sapere quali fossero, tanto ci avrebbe creduto, ma restava il fatto che ora sapeva bene che di me nonci si può fidare.

Ora ho 30 anni. Non ho lavoro. Non so fare niente. Non ho amici o persone con cui potrei confidarmi o che potrebbero darmi una mano e l'unica che si era dimostrata di potermi aiutare seriamente ora mi ritiene un fastidio, qualcuno da evitare, qualcuno che non è assolutamente affidabile.
Gli aiuti ed il rapporto di onesta ed umana amicizia che era nato tra noi era quindi pronto per chiudersi e per essere indirizzato su altre persone. Persone da me conosciute e che no ho mai ammirato; fatto questo che mi rende ancora più cocente la delusione dovuta alle mie incapacità.

Ma quali sono le mie difficoltà? Sono l'incapacità di potersi mostrare uomo al proprio padreche continuamente mi opprime. La possibilità di distacco e di evoluzione da lui mi è stata proprio da lui bruciata.

Potevo avviarmi verso una vita mogliore, un lavoro in accademia vicino alla persona che in arte più mi ha cresiuto e che più rispetto. Tutto lo spazio che in accademia avrei voluto per poter lavorare, ed il rapporto stesso che con Bimbi avrei potuto in quel modo instaurare mi avrebbe aiutato ancora dipiù nella pittura. Un distacco dall'oppressione da mio padre e probabilmente dalla stessa malattia.
Quello che infatti aggrava la mia malattia è proprio il fatto di non essere niente. Non avere un lavoro alla mia età e non avere nemmeno prospettive per un futuro, mentre mio padre mi mantiene e quindi aumenta il suo potere su di me; il potere che ha nel bloccare i miei desideri,, le mia aspettative, il mio poter operare in quello che ritengo migliore nella vita.

Tutto questo poteva essere diminuito (non voglio dire annullato perchè sarebbe forse un'esagerazione) nel continuare quel lavoro in accademia che dopo la tesi era cominciato.

Ma cosa ha annullato tutte quelle opportunita?

Mio padre! E questo fa ancora più male e fa sentire ancora più frustrati!
Ancora una volta è entrato nei miei affari e li ha bloccati con la sua invadenza, stavolta anche fisica visto che è stato proprio il suo ingresso in accademi ache mi ha resop impossibile il poter continuare a frequentare quelle aule. Ed ecco che un piccolo gesto per lu inutile come prendere un amaniglia e girarla, diventa per me una distruzione. E stavolta non una cosa da poco ma qualcosa che continuamente torna a farsi vedere come un fallimento.

Quidni ecco ancora quel padre che dall'alto mi giudica e mi umilia, efd insieme ecco il dolorre di un'opportunità persa di poter cambiare le cose, proprio per colpa dell'intervento del padre che mi ha reso impossibile prendere quella opportunità; ed il fatto che una situazione tanto piccola ed isignificante per lui come entrare in una stanza, possa essere capace di cambiare, ribaltare e rovinare anni della mia vita, rendendola dolorosa, umiliante e poco sopportabile rende ancora più cocente il dolore e fa entrere in un ottica che mi fa sentire ancora più umiliato e rende la risalita ancora più difficile.